E se accade a noi… allora non esiste un rimedio all’avversità della sorte se non quello di trasferire il rischio.
Scherzi a parte: poteva andare peggio. Ci limitiamo a qualche disagio temporaneo e qualche vaso rotto.


E tu, come gestisci il rischio? Immobili ma, prima di tutto, persone. Cosa fai? Ti affidi alla sorte? Collezioni amuleti? Confidi che il destino avverso volga le sue attenzioni su qualcun altro?
Ecco, noi lo facciamo in maniera più scientifica. Raccogliamo i dati attraverso interviste e questionari; li analizziamo sia da un punto di vita statistico di frequenza che sotto il punto di vista dell’impatto economico, attuale e futuro; costruiamo un modello di riferimento che permetta di inquadrare, pesare e valutare ogni singolo rischio definito assieme al nostro cliente e, solo alla fine, predisponiamo una griglia per gestire i rischi condivisi: assunzione, riduzione, eliminazione e …. trasferimento.

Il trasferimento significa costruire una polizza: non comprarla. Il trasferimento è un processo, diverso per ciascuno di noi e per ciascuna cosa. Il trasferimento è la fine di un percorso condiviso fatto di domande, analisi e risposte. Il trasferimento è consapevolezza ed anche cultura.
Il trasferimento, nella cultura della gestione dei rischi, è la tranquillità economica di famiglie e beni.
Pensiamoci assieme.







