Dal sito di RAINEWS24 il 10/04/2026, estrapoliamo questo articolo:
Incidente sul lavoro a Palermo, lavoravano in nero i due operai morti cadendo da una gru
Daniluc Tiberi Un Mihai e Najahi Jaleleddine stavano eseguendo opere in un appartamento al decimo piano di uno stabile, quando il cestello su cui si trovavano è precipitato, piombando su una ditta di pneumatici e ferendo un operaio.
Lavoravano in nero Daniluc Tiberi Un Mihai e Najahi Jaleleddine, i due operai morti precipitando dal cestello di una gru a Palermo, mentre eseguivano delle opere in un appartamento al decimo piano di uno stabile. Dai primi accertamenti degli investigatori, confermati anche dalle testimonianze dei familiari delle due vittime, non avrebbero avuto alcun contratto e non risulterebbero iscritti né alla Cassa edile né alla Edilcassa.
Nelle prossime ore il titolare della ditta Edil Tech per la quale lavoravano le due vittime e il committente delle opere proprietario dell’appartamento interessato dai lavori, verranno iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto che consentirà loro di partecipare con propri consulenti all’esame autoptico sui corpi fissato, per lunedì, all’istituto di medicina legale del Policlinico.
Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro arrivata in mattinata sul luogo dell’incidente, dovranno ricostruire la dinamica dei fatti e lo stato di manutenzione della gru, il cui braccio si è spezzato, facendo precipitare il cestello con i due operai.
Sfiorata la terza vittima
Daniluc Tiberi e Najahi Jaleleddine, rispettivamente di 50 e 41 anni, sono caduti da una trentina di metri. “Erano quasi abbracciati”, racconta chi ha visto i due corpi senza vita. Lavoravano tra l’ottavo e l’ultimo piano dell’edificio, quando il braccio della gru montata sul camion si è curvato e l’equilibrio che sorreggeva tutto l’impianto, dal camion al cestello, è saltato. Un boato tremendo è risuonato per tutto l’isolato: l’impatto sulla tettoia che protegge una catasta di pneumatici di un’officina ha ferito in modo grave un altro operaio, vivo per miracolo. O per una coincidenza: “Ieri – spiega uno dei residenti – quei pneumatici avrebbero dovuto essere portati via per lo smaltimento, ma il camion che doveva caricarli non è passato”.
I due operai sul cestello sono precipitati pochi metri più in là, sullo scivolo di un garage: “Non avevano l’imbracatura, probabilmente”, spiega un anziano, residente, una vita lavorativa trascorsa a manovrare le gru. “La gru potrebbe essersi sbilanciata – dice – e questo lo si può vedere dalla posizione del camion, inclinata leggermente all’indietro: in casi di sbilanciamento, sui nuovi mezzi scatta un blocco automatico, ma non so se sia questo il caso”.
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Abbiamo volutamente sottolineato ed evidenziato un paragrafo: Impresa, Committente e Proprietario verranno iscritti nel registro degli indagati. Aggiungerei anche il Responsabile della Sicurezza, il Responsabile dei lavori, il Direttore di Cantiere.
Aldilà dell’assoluta irregolarità assuntiva, che però incide, e non di poco, sulle responsabilità anche ( in particolare) del Committente, del proprietario e del Responsabile dei Lavori la figura della Ditta e del responsabile della Sicurezza sono certamente di fronte a una responsabilità apicale.
MA ATTENZIONE!
Proprietario, Committente e Responsabile dei lavori rischiano una condanna in RESPONSABILITÀ SOLIDALE.
Sai cosa significa?
Che se sei il proprietario dell’appartamento o l’Amministratore del Condominio (dipende quale sia la figura del Committente, e se coincidente) rischi di accollarti l’intera filiera dei risarcimenti.
Sì, perché il Giudice in primo grado accerterà se la responsabilità è da attribuirsi alla casualità, ai due malcapitati o, come sembra evidente, a qualcun altro. Non è chiamato a fare altro, comminando al “qualcun altro” il risarcimento dovuto per le evidenti responsabilità.
E il qualcun altro oggi è “tutti gli attori” di quel cantiere.
È quindi importante, fondamentale, trasferire il rischio derivante dalla committenza di opere: in alternativa il rischio lo assumete in proprio e, per certo, la presenza di un immobile da pignorare è spesso l’unica certezza di poter arrivare ad avere un risarcimento.







